IL PERCORSO DI CONTAVALLE

Contavalle, piccola rassegna del ri-esistere, nasce nel 2017 come progetto culturale e strumento offerto alla società civile per creare occasioni di confronto pubblico e discutere attivamente dei bisogni dei piccoli centri di montagna. Un confronto che prende vita nelle forme del teatro partecipato, civile e di comunità.

Rivivi gli appuntamenti e gli ospiti delle edizioni precedenti

PROGRAMMA 2021

Cinque anni per una rassegna di arte, cultura e spettacolo possono sembrare pochi, o comunque non così importanti da meritare risalto e celebrazione. Ma se la rassegna in questione si chiama Contavalle, e non consiste solo in un programma di intrattenimento ma in un percorso ampio e articolato di sviluppo comunitario, crediamo che cinque anni di vita siano un traguardo per nulla scontato e molto importante. Soprattutto se il progetto ha dimostrato una crescita continua: delle persone attivate nella sua organizzazione; delle sperimentazioni proposte; della rete di soggetti, enti e associazioni coinvolte; della programmazione di spettacoli offerti al pubblico; delle capacità organizzative indispensabili per far fronte alle complessità del momento attuale. Tutto questo mantenendo centrale il ruolo dell’esperimento fondativo di Contavalle: il teatro partecipato, fatto con e dalla gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda, che anche quest’anno apre e chiude la rassegna. In un 2021 di riprese e ripartenze, Contavalle, che non si è mai fermata, lancia per i suoi cinque anni di vita un messaggio importante di presenza e impegno grazie alla nuova collaborazione con i comuni di Cembra Lisignago e Segonzano, accanto ad Altavalle nel fornire location e sinergia a una rassegna che vuole proporsi anche come piattaforma culturale collaborativa sul territorio.
Buon compleanno dunque, Contavalle.
Buon compleanno a voi che partecipando come cittadini, pubblico, volontari, collaboratori e organizzatori fate questa rassegna donandole, ancora, un’esistenza. 

  • 27 luglio
  • 28 luglio
  • 2 agosto
  • 4 agosto
  • 6 agosto
  • 8 agosto
  • 10 agosto
  • 11 agosto
  • 13 agosto
  • 16 agosto
  • 17 e 18 agosto
  • 18 agosto
  • 20 agosto

retrospettATTIVAMENTE
Con la gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda

Il prodotto più originale e importante della rassegna Contavalle, Ci sarà una volta, il percorso di teatro partecipato realizzato nei quattro paesi di Altavalle, si presenta in piazza quest’estate per accompagnare il pubblico in una sorta di retrospettiva su quanto prodotto in questi anni (ben sette ormai).  Non si tratta di una scelta “in difesa”, dettata dalle difficoltà reali di quest’ultimi mesi nel ritrovarsi in luoghi fisici e produrre, insieme, uno spettacolo nuovo, ma di un messaggio preciso che la compagnia vuole lanciare al suo pubblico, e in particolare alla sua cittadinanza, attraverso una domanda: dopo una pandemia c’è ancora bisogno del nostro progetto? Questo e altri interrogativi, posti simbolicamente e un po’ provocatoriamente agli spettatori, si succederanno tra le varie pièce dei sette spettacoli portati in piazza in questi anni, con l’obiettivo di risvegliare non solo divertimento e spensieratezza, ma presa di coscienza e impegno.

Il sogno del giovane Leonardo

Barabao Teatro

Il piccolo Leonardo vive nel suo splendido villaggio di Vinci e qui, accompagnato da Zio Francesco e Nonna Lucia esplora il mondo che lo circonda con estrema curiosità e vitalità. Nella ridente Toscana Leonardo inizia a studiare i moti dell’aria, dell’acqua, degli animali. Il padre, Ser Piero desidera sposarsi e svincolarsi dai suoi obblighi paterni, pertanto, accorgendosi della bravura del figlio nel disegno decide di portarlo a Firenze alla famosa Bottega di Mastro Verrocchio. Malinconicamente, Leonardo lascia Vinci e si trova catapultato nella Firenze del Rinascimento dove Arte è sinonimo di Cultura, Crescita e Lavoro.
Qui, il giovane Leonardo incontra scultori, orafi, pittori del calibro di Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Agnolo Di Polo; da loro apprende, impara e migliora…

Trovata una sega
di e con Antonello Taurino

La leggenda la conoscevano tutti, a Livorno: nel 1909 Modigliani pare avesse gettato nel Fosso Reale alcune sue sculture, deluso per lo scherno di amici incompetenti che lo avevano deriso per quelle opere. Ma quando nel 1984, per celebrarne i cent’anni dalla nascita, il Comune (a latere di una mostra organizzata in suo onore) ne azzarda tra roventi polemiche il temerario recupero, avviene la pesca miracolosa di tre teste che porta davanti ai Fossi di Livorno le TV di tutto il mondo! E subito i maggiori critici d’arte non hanno dubbi a sancire: «Sono dei capolavori, sono di Modigliani!». Ma dopo un mese venne fuori che…
Uno spaccato sociologico sull’Italia d’allora e tantissima, memorabile, comicità involontaria: ecco gli ingredienti di quello che fu definito “lo scherzo del secolo”. Protagonista assoluto di questa storia è il Caso, che infilò in quell’estate una successione di eventi fortuiti talmente meravigliosa che la drammaturgia è già perfetta di suo.

Vita nei boschi
di e con Pino Petruzzelli

“Non c’è nessuno al mondo che sia felice, se non chi è capace di godere, in piena libertà, di un vasto orizzonte.” 

Pino Petruzzelli prepara la valigia, porta con sé il libro “Walden ovvero vita nei boschi”, sale in auto e parte. Luogo scelto uno slargo nel fitto di un bosco. A un centinaio di metri un laghetto. Intorno una catena di montagne. Li costruirà la sua casa, pescherà il suo pesce e cuocerà il suo pane. Quattro stagioni immerso nel bosco per vedere da vicino la Creazione come un privilegiato spettatore nella bottega di un Artista capace di creare il mondo e chi lo popola. Grazie alla natura cercare la vita e provare a viverla dentro di sé, nella parte più intima.

VITA NEI BOSCHI nasce dal libro di Thoreau: “Walden ovvero vita nei boschi”. Oggi quel testo torna di grande attualità alla luce dei problemi legati all’ambiente e alla sostenibilità dei processi produttivi che non possono più continuare a basarsi sull’abbandono del territorio e su un rapporto che privilegia la città a scapito dell’entroterra.

Guerriere
di e con Giorgia Mazzuccato

Un’operaia che si fa portatrice carica per incontrare il marito al fronte, un’albergatrice aristocratica che diventa crocerossina, un’insegnante travestitasi da uomo per arruolarsi in trincea affrontano la prima guerra mondiale. Tra l’orrore del gas austriaco e le violenze delle autorità italiane sulle donne, le loro storie dipingono un affresco inedito della guerra del ’15-’18.
Giorgia Mazzucato, allieva di Dario Fo e Franca Rame, Miglior artista internazionale al San Diego Fringe Festival 2017, torna in scena con “Guerriere”, uno spettacolo patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, con un testo di interesse storico civile i cui personaggi sono stati scritti sulla base di documenti e testi originali di donne dell’epoca.

'Ndovat 'ndoset
Racconti di lavoro e vite migranti di ieri e di oggi

Torna l’8 agosto di Faver, dedicato a chi nel corso degli anni lasciò questo come altri paesi della valle e delle Dolomiti in cerca di lavoro e fortuna. Nella giornata che commemora a livello nazionale il sacrificio del lavoro italiano nel mondo, Contavalle, Trentini nel Mondo e le Donne Rurali di Faver muovono dal passato del territorio per proporre una riflessione a tutto tondo sui temi del lavoro migrante. Letture interpretate dal gruppo di teatro partecipato “Ci sarà una volta” e la musica di Massimo Lazzeri arricchiranno la proiezione del documentario prodotto da Trentini nel Mondo “Ndovat?” sulla nuova emigrazione e il breve sequel “’Ndoset”.

Ecomonster puppet show
All'incirco - marionette e burattini

Nel suo laboratorio segreto il Dottor SpUtnik, aiutato dall’assistente robotica Laika, si sta cimentando nella più grande impresa della sua carriera di scienziato patafisico: creare la vita dalla materia! Però SpUtnik è notoriamente squattrinato e l’unica materia che ha a disposizione sono gli oggetti vecchi e rotti recuperati dalla discarica in cui vive. Per di più Laika continua a ribellarsi al suo stesso creatore mettendogli letteralmente i bastoni tra le rotelle. Fra esplosioni, esperimenti improbabili, cortocircuiti improvvisi e battibecchi continui Sputnik e Laika non si daranno per vinti.  E così gli oggetti, assemblati fino a formare bizzarre, imprevedibili, talvolta inquietanti, creature robotiche, avranno finalmente la possibilità di raccontare la loro storia: Marie, la perturbante ballerina dal volto di bambola e il corpo di latta; il forzuto Newton con una bilancia al posto della pancia, Doopler musicista mangiadischi, MikyMoka sempre addormentato nonostante la caffettiera che ha per testa; Quirk, Quork e Quark, le papere eoliche.    

Qui, dove l'acqua scorre. Concerto per voci, corpi e natura sulle tracce del domani
Arkadia PAN-K ensemble
Cristina Da Ponte, Marta Marchi, Michele Noce, Lorenzo Zanghielli

Vincitore Bando Nuovi Sentieri

Una produzione originale “site specific” nata e sviluppata sul Sentiero dei vecchi mestieri dopo il periodo di residenza che il collettivo torinese Arkadia PAN-K ensemble ha svolto sul nostro territorio.

Scoprire e raccontare le caratteristiche di Altavalle e della val di Cembra attraverso produzioni artistiche consegnate agli abitanti del posto e ai fruitori del territorio è uno dei nuovi obiettivi di Contavalle, che in collaborazione con Rete di riserve Val di Cembra-Avisio e Comune di Altavalle ha dato vita al bando Nuovi Sentieri Altavalle, che ha visto la partecipazione di compagnie provenienti da tutt'Italia.
Lo spettacolo è un viaggio tra suono teatro e danza; le sue radici prendono nutrimento dalle voci della comunità e della natura circostante. La sua meta è proiettata al futuro: alla ricerca del luogo che sarà.

Histoire du soldat

Nel cinquantesimo anniversario della morte di Igor Stravinsky la nostra rassegna ospita la sua “Histoire du soldat”, che il celebre compositore russo concepì nell’anno finale della Grande Guerra come opera teatrale “portatile”: una piccola scenografia, pochi personaggi e un piccolo ensemble musicale dovevano permetterne la rappresentazione nei villaggi di tutta la Svizzera, dove Stravinsky era esule, e riportare tra la gente, attraverso l’arte e la cultura, un messaggio di speranza e di rinascita. Con gli stessi intenti, in piena pandemia, un gruppo di giovani musicisti trentini già parte dell’Orchestra Giovanile Italiana, insieme al regista Massimo Lazzeri, decidono di riportare nelle piazze dei paesi, in un momento particolarmente difficile per il mondo della cultura e dello spettacolo, quest’opera ricca di simboli e significati. Contavalle, nella piazzetta al Dos di Grumes, ospiterà la prima rappresentazione di questo nuovo e incoraggiante progetto, di cui condivide e assume obiettivi e impegno sociale.

Cappuccetto Rosso Brothers

I Teatri Soffiati

Contavalle, in collaborazione con il Circolo Culturale di Valda, propone uno spettacolo per ragazzi nel contesto della nota festa di San Rocco, organizzata il 16 agosto in località “Noval”: è la storia di Cappuccetto Rosso raccontata dal punto di vista dei suoi due buffi fratellini: Peter e Hans, ingiustamente dimenticati nella fiaba originale. In pochi infatti sanno di loro e di quanto accadde veramente nel bosco con il lupo e a casa della nonna. Uno spettacolo super divertente e piuttosto strampalato, per ridere e per scoprire il lato misterioso di questa magica fiaba.
Lo spettacolo è connotato da un tratto fortemente comico ed è ricco di colpi di scena, trasformazioni improvvise e bizzarre in cui si mischiano interpretazione, narrazione, canto e musica dal vivo. Il risultato scenico è una girandola di emozioni che prendono per mano gli spettatori e li catapultano nel cuore sempre vivo della celeberrima fiaba di Cappuccetto Rosso.

Fantasie in scatola
con Gloria Simeoni e Luisa Rapizzi

Può una scatola vuota diventare una fantastica dimora per semi e piantine? Venite a scoprirlo !
Tutto ciò che verrà proposto, sarà realizzato con materiali di riciclo e fantasia.

Camillo Olivetti alle radici di un sogno
con Laura Curino

Olivetti è la storia di Camillo, il pioniere, l’inventore, l’anticonformista capriccioso e geniale che fonda, agli inizi del Novecento, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. Con l’aiuto di biografie, interviste, testi letterari ne sono stati ricostruiti la vita, le figure che gli ruotano attorno, l’ambiente e le imprese.
Le voci narranti sono state poi affidate a due personaggi fondamentali della sua storia: la madre, Elvira Sacerdoti, e la moglie, Luisa Revel. Queste due donne, provenienti entrambe da una cultura di minoranza (ebrea la prima, valdese la seconda) sono state le protagoniste silenziose della formazione e della realizzazione del sogno olivettiano. È sembrato giusto riportare la loro voce in primo piano, paradigma delle tante voci femminili che in quegli anni hanno costruito nell’ombra. È il racconto epico di un’avventura, e in quanto tale avvincente, pieno di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi.
La cosa più straordinaria è che è… tutto vero.

La nascita del giullare e altre storie
con Matthias Martelli

La nascita del giullare è una delle giullarate più rappresentative di Mistero Buffo, lo spettacolo capolavoro di Dario Fo. È una storia emblematica: il giullare non nasce tale, è il frutto di un miracolo di Gesù Cristo, che decide di trasformare un contadino, simbolo degli sfruttati del mondo, in un guitto che va nelle piazze per raccontare in modo comico e satirico la sua storia di reietto, e denunciare le violenze che era costretto a subire, smascherando così il potere e risvegliando le coscienze.
Matthias Martelli e Eugenio Allegri hanno accettato la scommessa di riproporre il celebre testo di Dario Fo e Franca Rame, lavorando nel segno di una fedeltà all’originale che, per non essere tradito, necessita di una rilettura nuova e personale che ne sappia restituire lo spirito agli spettatori contemporanei.

PROGRAMMA 2020

Se la ri-esistenza di Contavalle, quella che ha definito ruolo e obiettivi di un intero progetto fin dai suoi primordi è quella dei piccoli paesi, della loro vita sociale, dei nuovi stili di vita, del protagonismo delle “periferie” e del ruolo della cultura come ponte di progettualità territoriale, la ri-esistenza di questa quarta edizione, oltre che connettersi alla voglia di ripresa ed evasione che ci accomuna tutti dopo mesi di confinamento, è soprattutto una r-esistenza (…). Esserci nonostante tutto, con i nostri progetti, le nostre attività, il nostro entusiasmo, anche per questa estate 2020, è la risposta più importante che potevamo confezionare contro le difficoltà del momento presente. E crediamo che il programma di Contavalle che potete leggere qui sotto costituisca da solo il manifesto di speranza più chiaro ed esplicito non solo di chi lo dirige e l’organizza ma di chi, come cittadino e volontario, con passione e dedizione incrollabili continua ad animare una Rassegna che non si rassegna.

  • 29 luglio
  • 31 luglio
  • 1 agosto
  • 3 agosto
  • 4 agosto
  • 6 agosto
  • 7 agosto
  • 11 agosto
  • 13 agosto
  • 13 agosto
  • 16 agosto
  • 18 agosto
  • 20 agosto

Sfide comuni della spiritualità

In occasione della mostra “Da Valdo di Lione alla Chiesa Valdese” allestita presso la sala Le Are di Grumes si terrà la conferenza “Sfide comuni della spiritualità”.
Don Bruno Tomasi e il pastore valdese Davide Ollearo coordinati da Vittorino Rodaro discuteranno sui passaggi fondamentali della storia valdese allargando il discorso al dialogo interreligioso e all'attualità del cristianesimo.

Li Valdes

Concerto- spettacolo che ripercorre la lunga e appassionante vicenda dei Valdesi del Piemonte, dalle origini ai giorni nostri.
È la storia di un popolo-chiesa, dalle persecuzioni alla concessione delle libertà civili; dalla forzata emigrazione – ieri come oggi- con tutto ciò che la accompagnano, ai drammi e all’inutilità della guerra; dalla forza della lingua madre e quella delle donne, alla voglia di libertà e al coraggio per conquistarla. Come nel teatro greco, le parole, i gesti ed il canto corale che rievocano la lunga e affascinante vicenda valdese, sono affidati alla sobria verbalità delle attrici e degli attori, ed alla sequenza dei canti, che fanno parte del patrimonio tradizionale raccolto e rielaborato dal GTA a partire dal 1972, l’anno di costituzione della compagnia.

Di mestier racconto

Racconti, canti, storie di mestieri e lavoro tra gli opifici del “Sentiero dei vecchi mestieri” in compagnia del Gruppo Teatro Angrogna.

Migrantes

Dall’Unità d’Italia in poi, non meno di 30 milioni di italiani hanno abbandonato definitivamente il nostro paese. Un fenomeno che per vastità, costanza e caratteristiche non trova riscontro nella storia moderna di nessun altro popolo europeo. Un fenomeno, causato dall’incremento demografico e dalla miseria economica, che ha colpito in particolare tutte le aree agricole italiane. Valli valdesi del Piemonte comprese, quando, a partire dal 1848 con l’apertura dell’antico ghetto tra i monti dove per secoli erano stati rinchiusi i valdesi, si assisterà a una emigrazione di rilevanti proporzioni. La prima ondata si dirigerà soprattutto nella vicina Francia, ma anche in quella parte di Svizzera che 160 anni prima aveva accolto uomini e donne, vecchi e bambini scampati al massacro e poi alle prigioni del Duca di Savoia. Ma poi, così come nel resto d’Italia, molto più rilevante e caratteristica sarà l’emigrazione oltre Oceano, che nel giro di quarant’anni porterà quasi un terzo della popolazione delle Valli in Uruguay e in Argentina.

S-confinamenti

Con la gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda
Musiche e canti di Gruppo Teatro Angrogna e Malegria

In quella che doveva essere la sesta rappresentazione pubblica di teatro, gli abitanti di Altavalle sarebbero dovuti partire da Peter Handke, recente premio Nobel per la letteratura, e dal suo “Blues della metropolitana” per proporre alla cittadinanza una riflessione sul proprio territorio e su come valorizzarlo. L'emergenza sanitaria e il conseguente confinamento però non potevano non impattare in maniera pesante su tutto il progetto, che ha visto inevitabilmente compromessa la sua realizzazione finale. In quegli stessi giorni, con il supporto e la collaborazione degli abitanti di Altavalle e della valle di Cembra, prendeva vita tuttavia un progetto tanto ambizioso quanto spontaneo, perché nato dal sincero bisogno di tenere in contatto la gente del posto e offrire un luogo d'incontro simile alle piazze dei nostri paesi: AltravalleRadio. In breve tempo il podcast è riuscito a proporsi come strumento di contatto tra le persone, ponendosi come una sorta di diario radiofonico locale ai tempi del coronavirus. Per non lasciare le piazze di Altavalle orfane di un importante momento di restituzione pubblica, gli “attori-non attori” del gruppo “Ci sarà una volta”, pur senza un vero spettacolo, vogliono onorare comunque il loro impegno con la piazza, portando in dote, sull'esempio di AltravalleRadio, le pagine dei propri diari ai tempi del coronavirus.

 

Fagioli

Pasta e fagioli: un piatto antico, di cui si ignora con esattezza “luogo e data di nascita”, ma di cui ognuno custodisce la ricetta vera e originale. Un piatto povero, ma gustoso e nutriente che ha rifocillato e sostenuto innumerevoli generazioni. Così è per le fiabe, nate non si sa come, non si sa dove, costante alimento dell’immaginario di grandi e piccini.
Lo spettacolo è basato sulla celebre fiaba inglese “Jack e il fagiolo magico” tra continui, improvvisi e spassosi cambi di ruolo, musiche, canti, piccole magie e clownerie. In scena due stravaganti vagabondi contastorie, sempre sospesi tra la ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti e la voglia inesauribile di giocare. E così, manco a dirlo, può succedere che i fagioli del piatto si mescolino a quelli della fantasia, dando vita ad un racconto che, se non riempie proprio la pancia, di sicuro scalda i cuori.

Tracce

di e con Marco Baliani
dall'omonimo saggio di Ernst Bloch

Presento questa mia ricerca teatrale con il termine "studio"; non solo per me “Tracce” è un'opera non terminata ma pretenderebbe di mai terminare. Provate ad immaginare una scultura che in sé potrebbe evolversi in molte direzioni e che continua invece a vivere come un abbozzo continuo, una traccia di significati ancora da assumere, di immagini ancora da evocare. D'altronde la traccia è ciò che di labile si lascia dietro, è un segno di scoperta, le tracce raccontano sempre qualcosa.
Quando ho letto Tracce di Bloch, che è all'origine di questa impresa, mi è accaduto qualcosa del genere e allora mi sono detto: sarà possibile anche in teatro creare una condizione di ascolto immaginativo, dove si possa, come dice Bloch, "pensare affabulando", dove le direzioni (anche formali, di linguaggi usati) siano molteplici, aperte, non linearmente definibili?
Lo stupore e l'incantamento, i due temi che mi hanno guidato, sono luoghi che visito di sovente nel mio lavoro d'attore o quando guido altri attori, sono due sostanze profonde dell'atto teatrale. Vorrei presentare queste sostanze attraverso una specie di mappa, di costellazioni narrative diverse, come un ronzio multiforme di racconti, aneddoti, ricordi, poesie, digressioni, riflessioni, domande.
Vorrei alla fine che gli spettatori si alzassero forse sconcertati, dispersi, ma colmi di altre memorie non dette, desiderosi di aggiungere altri racconti alla collana, di completare non il mio lavoro ma il loro percorso all'interno della mappa.

 

Qui, dove l'acqua scorre. Concerto per voci, corpi e natura sulle tracce del domani
Arkadia PAN-K ensemble
Cristina Da Ponte, Marta Marchi, Michele Noce, Lorenzo Zanghielli

Vincitore Bando Nuovi Sentieri

Una produzione originale “site specific” nata e sviluppata sul Sentiero dei vecchi mestieri dopo il periodo di residenza che il collettivo torinese Arkadia PAN-K ensemble ha svolto sul nostro territorio.

Scoprire e raccontare le caratteristiche di Altavalle e della val di Cembra attraverso produzioni artistiche consegnate agli abitanti del posto e ai fruitori del territorio è uno dei nuovi obiettivi di Contavalle, che in collaborazione con Rete di riserve Val di Cembra-Avisio e Comune di Altavalle ha dato vita al bando Nuovi Sentieri Altavalle, che ha visto la partecipazione di compagnie provenienti da tutt'Italia.
Lo spettacolo è un viaggio tra suono teatro e danza; le sue radici prendono nutrimento dalle voci della comunità e della natura circostante. La sua meta è proiettata al futuro: alla ricerca del luogo che sarà.

Marionette e burattini create dai bambini

Laboratorio per bambini dai 5 agli 11 anni
A cura di Luisa Rapizzi e Gloria Simeoni

Burattino o marionetta? In questo laboratorio potrai scoprirne le differenze e costruire con stoffe, fili, lana, bottoni, perline e colori il tuo pupazzo. Pochi e semplici gesti, un pizzico di creatività e il gioco è fatto! Potrai divertirti poi a dargli vita e a inventare delle storie avventurose e fantastiche.

Porta con te vecchi calzini, pezzi di stoffa, bottoni... e divertiti a dar loro una nuova vita!

 

Urlando Furiosa

di Domenico Ferrari, Riccardo Piferi, Riccardo Pippa e Rita Pelusio
con Rita Pelusio
regia Riccardo Pippa
assistente alla regia Andrea Bettaglio

Vale la pena battersi per battaglie considerate perse?
"Cos'è un gesto Epico?" chiese Urlando alla Luna.
"E' un'impresa più grande di te che sai che potrebbe anche finire male ma che decidi ugualmente di compiere"
"ah" rispose Urlando e tornò a dormire.
Urlando Furiosa è un buffone poetico e irriverente nato dalla fantasia di Rita Pelusio, attrice e autrice che da anni sperimenta un teatro che sappia essere al contempo comico e civile.
Lo spettacolo che gioca con l'immaginario dell'epica, ci presenta un'eroina all'incontrario, piena di dubbi, in crisi, perennemente bastonata dalla realtà.
Attraverso le sue riflessioni e il racconto delle sue battaglie perse si interroga sulle contraddizioni del presente e si chiede se ha ancora senso credere nell’incredibile, sfidare il cinismo e la disillusione, immaginare il futuro con più incanto.

 

Il bandito polenta

I burattini di Luciano Gottardi

Il Mago Celio vuol mandare al Re Silvio il preziosissimo anello dei Nibecorti, un magico anello che il Bandito Polenta ha già tentato di rubare. Consegna dunque l’anello a Truffaldino raccomandandogli di non raccontare a nessuno quel che sta portando. Truffaldino parte e strada facendo incontra un uccellino dalle piume d’oro, ferito ad un’ala. Lo cura e l’uccellino gli promette di correre in suo aiuto, quando lui lo chiamerà. Poi incontra un gigante con una spina nella mano e un serpente, a cui si è annodata la coda. Ma la sera, nel bosco, incontra anche il perfido bandito Polenta che non si lascia sfuggire l’occasione per impossessarsi dell’anello, scambiandolo con uno falso. Truffaldino, ignaro di tutto, porterà al Re Silvio il falso anello. Solo con l’aiuto dei suoi nuovi amici riuscirà a sfuggire dall’ira del Re Silvio e a correre a recuperare l’anello.

Il primo miracolo di Gesù bambino

con Matthias Martelli
da Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame
regia Eugenio Allegri

Il primo miracolo racconta l’emigrazione di Gesù e della sua famiglia da Betlemme, a seguito delle stragi degli innocenti di Erode, e di come il piccolo Gesù riesca a farsi accettare dai bambini di un’altra città inventando il miracolo degli uccellini fatti con la creta e poi dati alla vita col solo suo soffio. Una giullarata esilarante sui temi attualissimi dellʹemigrazione, del lavoro e dellʹintegrazione costruita sull’inimitabile paradosso comico e grottesco del teatro di Fo che alla fine lascia le menti in ebollizione, la gioia nel cuore e il sorriso sulle labbra.

 

S-confinamenti

Con la gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda
Musiche di Malegria

In quella che doveva essere la sesta rappresentazione pubblica di teatro, gli abitanti di Altavalle sarebbero dovuti partire da Peter Handke, recente premio Nobel per la letteratura, e dal suo “Blues della metropolitana” per proporre alla cittadinanza una riflessione sul proprio territorio e su come valorizzarlo. L'emergenza sanitaria e il conseguente confinamento però non potevano non impattare in maniera pesante su tutto il progetto, che ha visto inevitabilmente compromessa la sua realizzazione finale. In quegli stessi giorni, con il supporto e la collaborazione degli abitanti di Altavalle e della valle di Cembra, prendeva vita tuttavia un progetto tanto ambizioso quanto spontaneo, perché nato dal sincero bisogno di tenere in contatto la gente del posto e offrire un luogo d'incontro simile alle piazze dei nostri paesi: AltravalleRadio. In breve tempo il podcast è riuscito a proporsi come strumento di contatto tra le persone, ponendosi come una sorta di diario radiofonico locale ai tempi del coronavirus. Per non lasciare le piazze di Altavalle orfane di un importante momento di restituzione pubblica, gli “attori-non attori” del gruppo “Ci sarà una volta”, pur senza un vero spettacolo, vogliono onorare comunque il loro impegno con la piazza, portando in dote, sull'esempio di AltravalleRadio, le pagine dei propri diari ai tempi del coronavirus.

 

PROGRAMMA 2019

Anche la terza edizione del festival nasce in linea con i principi e gli obiettivi fondamentali della nostra piccola ma importante rassegna: la costruzione di una manifestazione intorno a esigenze e significati vivi, attuali, presenti. Intercettati e individuati insieme alla cittadinanza grazie a un’azione progettuale attiva per gran parte dell’anno, principalmente tramite i laboratori partecipativi. Dove nascono e si confrontano opinioni, necessità e idee che il festival recepisce e trasforma in proposta culturale e ricreativa. Non è un caso quindi se quasi tutti gli spettacoli in programma abbiano un tema comune, che quest’anno è quello legato alla condizione femminile. Un vero e proprio leit motiv nell’azione culturale complessiva 2018-2019 di Altavalle. Questa terza edizione vede il festival ampliarsi anche alla sponda sinistra della valle di Cembra, grazie all’importante ingresso tra i suoi sostenitori del Comune di Segonzano.

Tra le novità anche la nuova formula delle cene con spettacolo, realizzate grazie alla collaborazione con le associazioni dei vari paesi, che ringraziamo sinceramente per la preziosa collaborazione insieme a tutto la squadra di operai, tecnici, volontari e amministratori che rendono possibile questo piccolo grande esperimento di cittadinanza attiva.

  • 6 agosto
  • 8 agosto
  • 11 agosto
  • 13 agosto
  • 15 agosto
  • 18 agosto
  • 20 agosto

Di Pinocchio l’avventura | CONTAVALLE BAMBINI 

con Italo Pecoretti

Un burbero burattinaio racconta controvoglia la storia di Pinocchio, dice di essere il discendente di Mangiafoco e di conoscere la vita e la morte del famoso burattino. La musica della sua concertina e una coppia di vecchie marionette lo accompagnano durante il racconto che si trasforma in azione dentro la baracca dei burattini, qui, tra rincorse, equivoci, furberie, bastonate, gran divertimento ed autentica paura si concluderà... di pinocchio l'avventura.

Io sono il mio lavoro. Storie di uomini e di vini

di e con Pino Petruzzelli

“...Da piccoli di solito ti dicono che sei nato sotto un cavolo, mia madre invece mi partorì in vigna durante la vendemmia. La prima cosa che vidi venendo alla luce fu un grappolo d’uva. Gli studiosi lo chiamano imprinting, io invece lo chiamo destino…”
Dionigi è un vignaiolo. Dionigi non separa il lavoro dalla vita. Per lui vigna e vite sono fuse insieme, in un rapporto d’amore. E l’amore non divide ma unisce.(…) Così, il vino di Dionigi, prima che di mandorla e liquirizia, sa di fatica, sudore, storia e voglia di resistere e di amare, malgrado tutto.

Se son donne fioriranno

spettacolo di teatro partecipato scritto e realizzato dalla gente di Altavalle | regia di Tommaso Pasquini

Lo spettacolo di narrazione collettiva e teatro partecipato che il gruppo “Ci sarà una volta” propone quest'anno nasce da una serie di storie al femminile raccolte sul territorio per mostrare le contraddizioni, i paradossi e le caratteristiche dell’universo femminile, passato e attuale, nei nostri paesi. Tra tragico e comico, lo spettacolo scritto e rappresentato dalla gente di Altavalle accompagna il pubblico dentro le storie di vita delle protagoniste per proporre una riflessione a tutto campo sul rapporto tra tradizione e modernità.

Eva, diario di una costola

con Rita Pelusio, regia di Marco Rampoldi, di Rita Pelusio, Alessandra Faiella, Marianna Stefanucci e Riccardo Piferi

Eva è un fou irriverente che si trova alle prese con la più grande scelta dell'umanità: accettare le regole o disubbidire. Una trasgressione all'insegna della scoperta, di cui la mela è simbolo: morderla o non morderla? In un misto di consapevolezza e disincanto, Eva si chiede che cosa succederà dopo, proiettandosi nella contemporaneità delle donne di oggi. Dalla suora in crisi mistica alla madre di figlio maschio, dalla manager multitasking all'anziana innamorata: umane nella loro imperfezione queste donne raccontano il coraggio di chi ogni giorno combatte per la propria felicità.

E così tosto al mal giunse lo 'mpiastro

Bottega Buffa Circovacanti di Trento | regia e drammaturgia: Veronica Risatti con Laura Mirone, Sara Giovinazzi, Veronica Risatti, Veronica Zurlo, Gianmaria Stelzer (Violoncello), Lucìa Cabrera (Violino).

E così tosto al mal giunse lo 'mpiastro è un'antologia di molte storie che si intrecciano sotto un unico Leitmotiv: la brulicante vita di una fantomatica piazza antica. Lo spettacolo si apre con l'arrivo di una compagnia di Comici dell'Arte: il capocomico Zane si ribella e si sfoga perché gli vengono lasciati tutti i lavori più pesanti di allestimento scenico; il vanaglorioso Capitano si presenta al pubblico, scatenando da subito la gelosia di Madama Medusa che lo scaccia di scena con un canto furioso…

Telemomò

di e con Andrea Cosentino

Telemomò è la prima televisione a filiera corta, autarchica, ecologica e interattiva. É il disvelamento esilarante della povertà del linguaggio televisivo che viene mimato mediante la povertà materiale di un teatrino d’animazione artigianale. Un cavalletto sul quale è fissata la cornice bucata di un televisore, dentro cui si affacciano primi piani reali e bambole di plastica che “tribbolano” sbatacchiandosi, mezzibusti televisivi fatti di barbie senza gambe, e ancora parrucche, giocattoli, pezzi di corpo e brandelli di oggetti. Se la televisione ha fatto l’Italia di oggi, di lì si dovrà passare per disfarla.

Tesori | CONTAVALLE BAMBINI

con Silvia Furlan e Silvia Libardi, regia di Elena Marino

Lo spettacolo narra le avventure di due buffi personaggi, tra esplorazioni e piraterie. Un esploratore è alla ricerca del tesoro più splendido che si possa immaginare. Quando trova una mappa, e poi il baule che dovrebbe contenere il tesoro, non apre il baule per timore di rimanere deluso. Sulla strada del ritorno il nostro esploratore si perde in una foresta, nella quale farà un incontro che cambierà il suo modo di vedere le cose…

PROGRAMMA 2018

Una piattaforma culturale, turistica e antropologica. Contavalle 2018 riprende il percorso inaugurato nella prima edizione per fare un ulteriore passo verso la sua definizione come strumento poliedrico offerto al territorio e agli abitanti dell’alta val di Cembra. Anche quest’anno infatti si parte dalla cultura, dall’arte e dal teatro per favorire l’incontro, lo scambio e l’integrazione tra proposte provenienti da ambiti diversi ma accomunate dall’obiettivo finale della sostenibilità. Se “portare il teatro a casa della gente” per ricoprire e rivitalizzare parti dimenticate dei paesi è diventato lo slogan della passata edizione, per il 2018 Contavalle si propone di portare dentro al racconto teatrale direttamente il territorio, attraverso spettacoli e incontri che lo pongono al centro di riflessioni quantomai attuali e necessarie. L’importante “Chiocciola orange” che il Festival ha da poco ottenuto nel contesto del premio internazionale Cittaslow Best Practices ci rafforza nelle nostre scelte e nell’impegno per migliorare, con l’arte e la cultura, la qualità del nostro vivere quotidiano.

  • 5 agosto
  • 7 agosto
  • 9 agosto
  • 12 agosto
  • 14 agosto
  • 17 agosto
  • 18 agosto

TRINCEE | Gruppo Teatrale Angrogna

con Maura Bertin e Jean Louis Sappé

Per Contavalle i due esponenti del GTM racconteranno una contro-storia della cosiddetta “grande guerra”, che in realtà di grande ebbe soltanto la follia di chi la volle, l’elevato numero dei morti e la sofferenza di tutti. Il racconto, presentato in forma adattata per due voci e una chitarra, è tratto dal diario di Luigi (Vich) Buffa di Angrogna, un contadino di Angrogna, nelle valli piemontesi, che leggeva Remarque. Comprende canti antimilitaristi risalenti alla guerra del 1915-1918 di cui quest’anno, il 4 novembre, si ricorda il primo centenario della “vittoria”.

L’AVIATORE | CONTAVALLE BAMBINI

L'aviatoredi e con Michele Comite | musiche dal vivo di Elia Pedrotti

Un aviatore e un bambino si incontrano nel Sahara, dove l’uomo è atterrato col suo aereo in avaria. Tra loro nasce una grande amicizia, che spingerà l’aviatore a chiedere al giovane amico come sia arrivato laggiù. Il bambino misterioso è in realtà il Piccolo Principe. Dopo aver narrato il suo viaggio attraverso pianeti stravaganti dove ha incontrato personaggi bizzarri, il Piccolo Principe scomparirà nello stesso modo in cui è apparso. Un lavoro che si svolge attraverso diverse tecniche teatrali, dal teatro di figura a quello dinarrazione, per un risultato finale all'insegna della  poesia performativa.

CHILOMETRO ZERO

Chilometro zero

di e con Pino Petruzzelli

Pino Petruzzelli, collezionista di storie vere, veste i panni di Giancarlo Gosio, un cuoco realmente esistito, un “uomo artigiano” che a un certo punto della propria vita sceglie di ripartire attraverso un diverso modo di intendere il lavoro e l'esistenza. Al “Chilometro zero”, il ristorante simbolo di questa rinascita, tra monti, pini, larici, neve e valanghe, propone piatti nuovi sulla base di antiche ricette. Tradizione e modernità. Piatti straordinari perché in grado di esaltare le differenze, le diversità, attraverso accostamenti semplici e un lavoro che si fa conoscenza, sapienza, e infine maestria. Il racconto di una vita, di una scelta, di una scommessa, dove si intravede la semplicità come meta. L’Odissea di un uomo di oggi.

LUPI | CONTAVALLE BAMBINI

di e con Giovanni Balzaretti

Fedro, Esopo, Andersen, Perrault, Rodari, Hesse, Calvino, Grimm, Tolkjen, San Francesco, Tolstoj... Un contastorie sta mescolando tradizioni popolari, religiose e vari racconti per costruire un nuovo repertorio sui lupi, gli immancabili protagonisti di tante storie per bambini. Alcune di queste fanno ridere, altre...fanno paura. Fondato nel 1993, il Teatro Agricolo di Livorno si occupa di teatro popolare di qualità, e in particolar modo dei comici dell'arte, dei contastorie e dei contafiabe.

STRADE

Con la gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda | Regia di Tommaso Pasquini

Torna in scena anche quest'anno la gente dei quattro paesi di Altavalle con il quarto spettacolo nato dall’esperimento di teatro partecipato dell'Alta Val di Cembra. Dopo lo spettacolo del 2017 sulle mète, “Ognidove”, quest'anno si parlerà delle strade per raggiungerle. Reali, fatte di fili d'acciaio, di sassi e d'asfalto come quelle che passarono, passano e passeranno per la Val di Cembra; e metaforiche, come quelle che attraversano la nostra esistenza individuale e quella delle piccole comunità di montagna. Uno spettacolo sulle scelte, volontarie e involontarie, razionali e irrazionali, di ogni esistenza.

SANTA BARBERA

di Laura Curino e Roberto Tarasco | con Laura Curino

La “narrattrice” del teatro italiano porta in scena una vicenda contenuta nella Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze: Santa Bàrbera è una ragazza d’oriente, di grande bellezza, che il padre Dioscoro rinchiude in una torre per scoraggiare la sua voglia di indipendenza. Quando Dioscoro scopre che è seguace di Jesus fa per ucciderla, ma Barbara viene miracolosamente allontanata fuori dalla sua portata. Allora il padre la denuncia alle autorità che la sottopongono a tortura. Barbera rifiuta di rinunciare ai suoi ideali e i giudici ordinano al padre di ucciderla di persona. Discoro è immediatamente colpito da un fulmine e ridotto in cenere. La leggenda compare per la prima volta nel VII secolo e pare che fu scritta come racconto religioso di fantasia. Dal IX secolo in poi il culto di Santa Barbara si diffuse moltissimo: a causa della sorte di suo padre ella fu invocata contro il pericolo dei fulmini e, per estensione, divenne poi la santa patrona delle compagnie di artiglieria e dei minatori.
Uno spettacolo dedicato a tutte le donne uccise da mano creduta amica.

ORLANDO. Furiosamente solo rotolando

messo in scena e raccontato da Enrico Messina | Armamaxa teatro

Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è tutto quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni. All’essenzialità della scena si contrappongono la ricchezza ed i colori delle immagini evocate: accampamenti, cavalieri, dame, duelli, incantagioni, palazzi, armature, destrieri… Un vortice di battaglie ed inseguimenti il cui motore è sempre la passione, vera o presunta, per una donna, un cavaliere, un ideale. Reale trasporto o illusorio incantesimo? Sono solo storie. Storie senza tempo di uomini d’ogni tempo, in cui tutto è paradosso, iperbole, esasperazione. Riscoprire il piacere della fabulazione e della fascinazione della parola, il senso di ascoltare delle storie e di ascoltarle assieme ad altri. Arte un tempo assai familiare alla nostra cultura, ormai trascurata se non del tutto dimenticata. Ecco perché l’Orlando Furioso di Ariosto, che proprio dall’arte dei cantastorie prese linfa per diventare alta letteratura; ed ecco perché il travolgente racconto che ne ha fatto Italo Calvino insieme a stralci di immagini “rubate” ad altri suoi libri come “Il Cavaliere Inesistente”. Così le parole dei canti e delle ottave di Ariosto prendono nuova vita, un po’ tradite un po’ ri suonate, e la narrazione avanza tra guizzi di folgorante umorismo e momenti di grande intensità, mescolando origini, tradizioni e dialetti. Nell’appassionante lavoro di scrittura alcuni episodi sono stati ripresi, altri rielaborati, altri completamente inventati com’è nell’essenza stessa dell’arte di raccontare.

PROGRAMMA 2017

La prima edizione del festival Contavalle si è tenuta  tra il 13 e il 20 agosto 2017 nelle piazze dei quattro paesi di Altavalle ospitando alcune delle realtà più interessanti del teatro civile e partecipato attive in Italia. Realtà che hanno trovato nel teatro, nella musica, nell’arte, nella cultura in generale la chiave della propria ri-esistenza, per opporsi allo sfaldamento delle proprie comunità.

  • 13 agosto
  • 15 agosto
  • 18 agosto
  • 20 agosto
  • 20 agosto

OGNIDOVE - Ci sarà una volta

Con la gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda
Cesare Cristofori, Giuliano Dalvit, Silvia Felicetti, Herman Lorenzi, Pierina Paolazzi, Giusy Pradi, Luciana Pradi, Alberto Pojer, Irma Pojer, Luigina Pojer, Gabriella Tavernar, Andreas Tessadri, Franco Zanot.Scenografia Giuliana Pojer. Tecnici Franco Cremona, Davide Margani, Raffaele Pojer, Giuliano Dalvit | Regia di Tommaso Pasquini

Il terzo capitolo dell’esperimento di teatro di comunità “Ci sarà una volta” realizzato dagli abitanti di Altavalle (gli ex comuni di Faver, Grauno, Grumes e Valda) si sviluppa quest’anno intorno ai concetti di partenza e di ritorno.Una ballata e quattro storie, sviluppate sulla base di narrazioni autobiografiche che si intrecciano, si perdono e si ritrovano in un finale comune in cui è racchiuso e concentrato il messaggio che quest’anno si vuole consegnare alla comunità e a tutto il pubblico partecipante.

Ognidove è il nome di un luogo dove i cittadini di Altavalle vanno ad accogliere gli eredi dei primi migranti partiti dal paese e tornati temporaneamente sulle orme dei propri avi.

É una stazione, un porto, un aeroporto. E molto altro ancora.

R&G – LA LACRIMOSA STORIA DI ROMEO E GIULIETTA

Con Vincenza Barone, Iris Barone, Gabriella Seghizzi, Walter Barone, Serena Mennichelli, Loris Seghizzi | Scenica Frammenti

Prima di divenire stanziale in quel di Lari, un piccolo borgo sui colli pisani, sede del festival Collinarea, la Compagnia Scenica Frammenti è stata una delle più attive compagnie di giro d’Italia. Dall’immediato dopoguerra, Franco Seghizzi e Vincenza Barone, entrambi figli d’arte, hanno attraversato paesi di montagna, teatrini improvvisati, scantinati e piccole piazze per mettere in scena i loro spettacoli di teatro popolare. A distanza di anni la compagnia, diretta da Loris Seghizzi, mantiene ancora la sua impronta familiare, e sulle tracce della prima attività del gruppo ripropone nelle piazze dei vari paesi d’Italia i suoi spettacoli più significativi. A Grauno proporranno il musical R&G, un viaggio attraverso un susseguirsi di immagini, colori e suoni che si intrecciano alla prosa. Il dramma è qui rappresentato attraverso il racconto di Mary Arden che, come una grande stella della rivista, ci conduce nel sogno del figlio William Shakespeare.

SOGNI D'ORO - LA FAVOLA VERA DI ADRIANO OLIVETTI

Con Roberto Scarpa e Luca Morelli
Immagini di Teresa Rosalini
Regia di Luca Biagiotti

Roberto Scarpa, attore, drammaturgo e organizzatore, ha ideato Prima del teatro: scuola europea per l’arte dell’attore (cui collaborano alcune fra le principali scuole di teatro europee). Ha interpretato i ruoli di Galileo Galilei e Luciano Bianciardi in due interviste impossibili scritte da Andrea Camilleri, del quale ha curato L’ombrello di Noè, e Le parole raccontate, Piccolo Dizionario dei termini teatrali. Con la musica di Luca Morelli e le immagini di Teresa Rosalini, porta nella piazzetta di Valda “Sogni d’oro. La favola vera di Adriano Olivetti”. Lo spettacolo ripercorre attraverso le vicende del grande imprenditore italiano ideatore di un modello industriale innovativo, alcune delle tappe fondamentali della recente storia d’Italia. Una storia che oggi pare una favola a chi la incontra per la prima volta.

EMIGRANTI ESPRESS

Di e con Mario Perrotta, dalla trasmissione omonima per Radio 2 Rai

“Era il 1980. Stazione di Lecce. Ore 21 e 07. Come tutti i giorni di ogni benedetto anno, a quell’ora parte il treno degli emigranti. Nel 1980 su quel treno c’ero anch’io. E avevo appena dieci anni. E viaggiavo da solo! Una volta al mese… Adesso me lo voglio rifare quel viaggio. Voglio rivedere quelle facce, voglio risentire le loro storie, ma stavolta il treno… lo guido io”.
In questa messa in scena, Mario Perrotta, attore, drammaturgo, regista teatrale e scrittore racconta in tre tappe il lungo viaggio dei migranti italiani tra Lecce e Stoccarda via Milano, mettendo in atto un azzardo teatrale, un inseguimento ritmico tra parole e musica, per riprodurre dal vivo ciò che in radio fu il frutto di ore e ore di montaggio certosino. Concepito come trasmissione per Radio 2 Rai e divenuto poi un romanzo edito da Fandango libri, Emigranti Esprèss affronta il tema dell’emigrazione italiana del secondo dopoguerra.

 

PICCOLO MUSEO DEL DIARIO

Ascoltando le memorie biografiche raccolte in uno speciale dispositivo narrativo mobile, scopriremo il Piccolo museo del diario, un’importante realtà culturale nata a Pieve Santo Stefano (AR) per valorizzare e rendere fruibile il patrimonio dell’Archivio Diaristico Nazionale conservato nel piccolo paese toscano. Memorie private che da storie singole e personali sono diventate storie collettive e universali affiancandosi così alla Storia, quella con la S maiuscola.

RASSEGNA STAMPA

Trentino-28 luglio 2020
Trentino-11 agosto 2020
La Lettura - Corriere della sera - 9 agosto 2020

Trentino, 1 agosto

Corriere del Trentino, 11 agosto

Trentino, 4 agosto

L’Adige, 3 agosto